Einstein-Rosen Café

Laura Scaramozzino

© Laura Scaramozzino. All rights reserved.

Debutta oggi la nuova rubrica del blog di FantascientifiCast in collaborazione con il CSU – Collettivo Scrittori Uniti: con estremo piacere che vi presento la prima Ospite del nostro Café olografico: Laura Scaramozzino.

Ciao Laura e benvenuta del nostro Café… raccontaci un po’ di Te: formazione, lavoro, passioni.
Caro Omar, innanzitutto ti ringrazio molto per lo spazio che mi hai concesso. È un onore essere intervistati da un grande appassionato di fantascienza come te.
L’amore per la lettura è stato il motore propulsivo che mi ha spinto verso il mondo dei libri e della letteratura. Ho sempre amato più generi. Ho scoperto il fantastico grazie al realismo magico e al perturbante, a Buzzati a Calvino e Kafka in primis, per intenderci. Poi ho abbracciato anche il noir e le sue atmosfere torbide e ambigue.
Nell’ambito della scrittura, sto cercando una realtà nella quale potermi esprimere al meglio anche spaziando tra i generi. Adoro le contaminazioni. Professionalmente, mi occupo di editing e di scrittura in forme varie.

Il tuo rapporto con la Fantascienza come lo descriveresti?
Sicuramente tardivo. Ho scoperto la fantascienza quando avevo già vent’anni, grazie ad autori come Ballard, Dick e Bradbury. Fino ad allora avevo avuto una visione distorta del genere, legata preferibilmente alla space opera per cui non ho una particolare predilezione.
L’aspetto sociale, oggi si parla tanto di distopia, della fantascienza invece mi ha sempre affascinato. Soprattutto laddove esso diventa metafora del presente e delle sue deformazioni. Basti pensare che amo molto Il Condominio di Ballard.
In ogni caso, apprezzo, come ti dicevo le contaminazioni, le ibridazioni e credo che la fantascienza si possa prestare perfettamente a questo tipo di operazioni.

Autori, serie televisive e film preferiti?
Amo molto i vecchi film di Cronemberg e Star Strek classic. Ti sembrerà un controsenso dato che non amo la space opera. La cosa strana è che ho sempre pensato che questa serie fosse più vicina ai racconti della mitologia classica che alla fantascienza più conosciuta.
Mi piacciono anche molto il vecchio Ai confini della realtà e le prime due stagioni di Black Mirror. Ho seguito con vivo interesse Dark.
Tra i film citerei Blade Runner, La mosca, Gattaca e Brazil. Poi lasciami citare il mio regista preferito: David Lynch. Io amo molto Mulholland Drive. So che non è un film di fantascienza, anche se alcune interpretazioni mettono in campo la teoria dei mondi paralleli.

E la Laura scrittrice quando e perché nasce e come si evolve?
Nasce molti anni fa con qualche poesia e un paio di racconti lasciati a maturare. Ho ripreso a scrivere in modo assiduo da circa sette anni. E ho ricominciato strizzando l’occhio al fantastico. Dopo molti anni passati a leggere, sviscerare e decostruire testi, ho voluto mettermi alla prova e provare a donare agli altri, anche se in piccolo, l’emozione che i libri mi trasmettono da sempre. È una magia e poterla diffondere è il mio sogno più grande.
Dopo qualche romanzo e parecchi racconti pubblicati, sto cercando di evolvere, nella speranza di riuscire a fare il salto di qualità, prima o poi.

Fra le tue opere hai un “figlio prediletto”?
Sicuramente gli ultimi lavori risultano più maturi dei precedenti. Ho una grande aspettativa per l’ultimo romanzo che uscirà fra breve: Dastan verso il mare, edizioni Piuma. È un testo per ragazzi sotto i quattordici anni che strizza l’occhio alle serie animate giapponesi post apocalittiche e alle atmosfere dello studio Ghibli.
Ho lavorato molto a questo libro, sia in termini di documentazione sia in vista della migliore resa stilistica possibile. L’appuntamento, per l’uscita ufficiale, è per il 5 febbraio del 2021.

Parlaci di Zodiaco, l’antologia fantastica sullo zodiaco occidentale edita da Watson Edizione e che ti vede come curatrice.
L’idea nasce per caso. Ho pensato che non ci fosse in ambito editoriale una raccolta di racconti fantastici dedicati allo Zodiaco occidentale e a quello cinese. Così ho pensato: perché non proporla alla Watson Edizioni? In pochi sembrano essere interessati ad antologie su tematiche simboliche, o mitologiche, in chiave pop. Eppure questa tipologia di testo attrae molto i lettori del fantastico. L’interesse che sta nascendo intorno all’antologia lo testimonia ampiamente.

Hai qualche aneddoto su questa tua esperienza di curatrice?
Un vero e proprio aneddoto non direi. Coordinare diversi autori, editare i loro lavori e osservare le illustrazioni del grande artista Marzio Mereggia è stato naturale ed emozionante. Colgo l’occasione per ringraziare anche tutti gli autori, l’editore e l’autore della strepitosa copertina: Antonello Venditti.

E del tuo incontro con il CSU (Collettivo Scrittori Uniti): come e quando è avvenuto? Sviluppi futuri?
Ci siamo incontrati tre anni fa in occasione della Fiera del Libro di Torino. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla passione e dalla professionalità che caratterizzano il lavoro dello staff. Far conoscere gli autori emergenti, portarli alle fiere e promuoverli nel miglior modo possibile sono compiti non facili, ma i ragazzi del Collettivo ci stanno riuscendo. Collaborare con loro è sempre un piacere. E sicuramente lo sarà anche in futuro.

Torniamo a Laura, progetti per il futuro? Sogni nel cassetto?
Pubblicare con una casa editrice importante, ma soprattutto emozionare sempre i lettori.
Intanto sto lavorando a un thriller storico e ad alcuni racconti. In pentola bolle anche un’antologia di racconti weird, che curerò,  dedicata a una band musicale storica.

One more thing?
Un saluto e un ringraziamento a te, Omar e a tutti i tuoi collaboratori.