Blog, Dalla Galassia

Annalise Hass: fantasia a piedi scalzi in Redazione

© Aventi diritto. All rights reserved.

CONVERSAZIONI OLTRE IL CONFINE: VALENTINA FERRI ÁLVAREZ INCONTRA E RACCONTA LE STORIE, LE PASSIONI E I SEGRETI DELLO STAFF DI LATITUDINEZERO MEDIENFABRIK…

Valentina Ferri Álvarez: Ciao a tutti, amici di LatitudineZero Medienfabrik e podascoltatori di FantascientifiCast! Oggi per “Conversazioni oltre il confine” ho il piacere di ospitare una delle menti più brillanti e sorprendenti del nostro team: Annalise Hass, la penna dietro tante delle storie che vi fanno sognare, riflettere e – a volte – anche un po’ inquietare. Annalise, benvenuta!

Annalise Hass: Grazie mille, Vale! È bello essere qui, anche se sono più abituata a scrivere dietro le quinte che a parlare di me stessa. Ma con te mi sento in ottime mani!

Valentina: Non preoccuparti, prometto che non ti farò domande troppo imbarazzanti… almeno non subito! (ride) Partiamo dall’inizio: tu sei nata a Monaco, hai studiato Gestione dei media e della comunicazione alla Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco, e poi sei diventata sceneggiatrice per ProSiebenSat.1. Su quali produzioni hai lavorato durante la tua esperienza lì?

Annalise: È stato un periodo davvero formativo! Ho avuto la fortuna di collaborare a diverse produzioni di punta del gruppo, tra cui programmi di infotainment come Galileo e taff, e ho contribuito alla scrittura di contenuti per show di successo come The Voice of Germany e The Taste. Sono state esperienze che mi hanno insegnato moltissimo sulla scrittura per la televisione, sulla gestione di grandi team creativi e sulla capacità di adattarsi a generi diversi, dal factual all’intrattenimento puro.

Valentina: E questa curiosità ti ha portata fino a LatitudineZero Medienfabrik, dove ormai sei una colonna portante. Raccontaci il tuo primo incontro con Omar e con il nostro team.

Annalise: Ah, il mitico Omar! (sorride) Il nostro primo incontro è stato davvero memorabile, quasi da romanzo di formazione. Era una mattina di primavera, ricordo che ero emozionata e un po’ intimorita: LatitudineZero aveva già la fama di essere un luogo dove le idee si muovono più veloci della luce, e io mi sentivo come una nuova recluta su una nave stellare. Sono arrivata in redazione con il mio taccuino pieno di appunti e mille domande in testa. Appena entrata, ho trovato Omar intento a discutere animatamente di fantascienza con una parte del team: parlavano di Blade Runner e di come la colonna sonora potesse cambiare la percezione di una scena. Appena mi ha vista, si è interrotto e mi ha accolto con una battuta: «Attenta, qui si rischia di finire in un wormhole creativo senza via d’uscita!» Ho capito subito che l’atmosfera era quella giusta: tanta professionalità, ma anche ironia e leggerezza. Mi ha presentato a tutti con il suo stile unico, raccontando aneddoti e coinvolgendomi subito in una breve “brainstorming session” improvvisata su una nuova rubrica. Ricordo che, dopo pochi minuti, mi sono ritrovata a proporre idee e a ridere insieme agli altri, come se fossi parte della squadra da sempre. Omar ha questa capacità rara di mettere le persone a proprio agio, di ascoltare davvero e di valorizzare ogni contributo, anche quello della “nuova arrivata”. Alla fine di quella giornata, ero stanchissima ma felice: avevo la sensazione di aver trovato non solo un posto di lavoro, ma una vera casa creativa. E tutto è iniziato proprio da quell’incontro con Omar, che ancora oggi considero uno dei momenti più fortunati della mia carriera.

Valentina: Parliamo proprio di This is Rock! The History, il podcast che hai creato insieme a Omar. Com’è stato lavorare su un progetto così ambizioso, con nomi come Rod Stewart e Fatboy Slim alla conduzione?

Annalise: È stato un sogno che si avvera! Tutto è cominciato da una chiacchierata sul fatto che molte persone parlano di musica, ma pochissimi la raccontano come una vera e propria epopea. Omar aveva questa visione quasi “cinematografica” del rock, e io ho subito pensato a come strutturarla come una saga. Abbiamo trovato un equilibrio naturale: lui con la sua precisione enciclopedica, io con il bisogno di creare una tensione narrativa, quasi teatrale. Scrivere quel podcast è stato come mettere in scena un concerto mentale, episodio dopo episodio. Ricordo ancora il momento in cui tutto ha preso forma: Omar mi ha detto, con il suo entusiasmo contagioso, «Ma se raccontassimo la storia del rock come fosse un’epopea mitologica?». E io, senza pensarci troppo: «Con le chitarre come spade laser?» E lui: «Esatto.» Fine della storia. Inizio del podcast. Lavorare con artisti di quel calibro è stato emozionante, ma anche una grande responsabilità. Ogni episodio era un viaggio nella storia della musica, e il mio compito era trovare il filo narrativo che tenesse insieme le voci, le interviste, le emozioni. Ho imparato tantissimo, sia dal punto di vista tecnico che umano.

Valentina: E ora sei una delle menti dietro Interferenze, il nostro nuovo podcast che sta già facendo parlare di sé. Cosa ti affascina di più di questo progetto?

Annalise: Interferenze è una sfida continua, e per me è un vero laboratorio creativo. Mi piace l’idea di raccontare storie che stanno a cavallo tra realtà e leggenda, tra scienza e mistero. Ogni episodio è come una piccola indagine: bisogna scavare, documentarsi, ma anche lasciare spazio all’immaginazione. Lavorare con te, con Omar, con Adrian per la colonna sonora e con Valentina Volkov per le grafiche è stimolante: ognuno porta il suo punto di vista, e il risultato è sempre qualcosa di unico. E poi, diciamolo, la possibilità di creare un podcast che sembra un po’ Black Mirror e un po’ X-Files è irresistibile!

Valentina: Tu sei famosa in redazione per il tuo modo “tranquillo” di affrontare anche le tempeste più creative. Ma io so che sotto la superficie c’è una vera forza vulcanica. Come fai a mantenere questo equilibrio? E quanto ti aiuta il tuo essere mamma di Peter, che ormai è un po’ la mascotte della redazione?

Annalise: (sorride) Credo sia una questione di carattere, ma anche di allenamento. La tranquillità mi aiuta a non farmi travolgere dall’ansia da prestazione, ma in realtà dentro di me c’è sempre un piccolo caos creativo che lavora senza sosta. E poi, essere mamma di Peter mi ha insegnato tantissimo: lui è la mia fonte di energia e di ispirazione. Quando torno a casa dopo una giornata intensa, lui mi riporta subito con i piedi per terra… o mi trascina in qualche gioco spaziale! Peter ormai conosce tutti i vostri nomi, ascolta i podcast (anche se a volte si addormenta sulle sigle!) e ogni tanto mi dà persino suggerimenti per le storie. Mi piace pensare che anche lui, a modo suo, faccia parte della nostra grande famiglia creativa.

Valentina: E visto che parliamo di famiglia allargata… raccontaci un aneddoto divertente che ti lega a LatitudineZero. Ce n’è uno che ti fa ancora sorridere?

Annalise: Oh sì, ne ho uno che ormai è quasi una leggenda interna! Un giorno stavamo lavorando tutti nell’open space della Redazione, ognuno concentrato sulle proprie cose, e io ero alle prese con la scenetta da scrivere per il primo episodio Scorie del futuro. Per trovare l’ispirazione, mi sono messa a camminare avanti e indietro tra le scrivanie, parlando da sola e mimando i personaggi, e — dettaglio fondamentale — rigorosamente a piedi scalzi, come faccio sempre quando ho bisogno di sentirmi libera. Senza rendermene conto, tutti mi stavano osservando. A un certo punto, mi sono girata e ho trovato tutto il team – compreso Omar, che di solito è il più composto di tutti – fermo a guardarmi in silenzio, con le facce tra il divertito e l’incredulo. E proprio in quel momento Omar, senza battere ciglio, ha detto:«Annalise, se ti serve un cast, siamo tutti qui. Ma se vuoi anche la colonna sonora, Adrian ha il sintetizzatore pronto!»Ero talmente presa dalla scena che ho finito per coinvolgerli tutti in una mini-improvvisazione collettiva! Da quel giorno, ogni volta che qualcuno mi vede camminare veloce in redazione, parte il toto-scommesse: «Che personaggio starà provando oggi Annalise?»

Valentina: A proposito di Scorie del futuro, il primo episodio ha avuto un successo davvero strepitoso e ha già conquistato tantissimi ascoltatori. Cosa ti entusiasma di più di questa nuova rubrica, considerando che AstroVale42 è l’unica redattrice e cura tutti i contenuti? E quanto ha contato, secondo te, la scelta di Omar di coinvolgerla nel progetto? E infine: ci sono possibilità che le scenette sceneggiate tornino nei prossimi episodi?

Annalise: Scorie del futuro è stata una vera sorpresa, anche per noi che lavoriamo dietro le quinte! Il primo episodio ha avuto un’accoglienza incredibile, merito soprattutto di AstroVale42 che, con la sua creatività e passione, è riuscita a dare un’identità fortissima alla rubrica. Vale ha una capacità rara di costruire contenuti originali, ironici e profondi, e questo ha reso il progetto ancora più autentico e coinvolgente. Devo dire che qui il colpo di genio è stato di Omar: ha saputo vedere in lei la persona giusta per dare voce a qualcosa di nuovo e diverso, e la sua scelta si è rivelata azzeccatissima. Quanto alla scenetta che ho scritto per il primo episodio… è stato un piccolo esperimento che ha divertito tutti, e anche se per ora è rimasta un unicum, non escludo affatto che possa tornare nei prossimi episodi, magari con nuove sorprese. Con una squadra così, le idee non mancano mai!

Valentina: Parliamo di fantascienza: quali sono i tuoi riferimenti, i tuoi “amori segreti” tra libri, film e serie TV?

Annalise: Ne ho tanti! Da ragazzina sono cresciuta con i romanzi di Ursula K. Le Guin e Ray Bradbury: mi hanno insegnato che la fantascienza può parlare di emozioni, di società, di futuro ma anche di presente. Adoro Stranger Things per il suo modo di mescolare nostalgia e mistero, e Dark – che tra l’altro ho avuto la fortuna di seguire da vicino per lavoro – per la sua complessità narrativa. Tra i film, il mio preferito resta Arrival: mi affascina il modo in cui racconta il linguaggio, il tempo, la comunicazione. E poi, ovviamente, non posso non  citare Blade Runner, un classico che rivedo almeno una volta l’anno. Ah, e Peter ormai mi ha “costretta” a vedere Wall-E almeno venti volte: non mi lamento, però!

Valentina: So che sei anche la cat-sitter ufficiale di Alice, la gatta di Celia Marquez. Quanto conta, per te, l’amicizia e la complicità tra colleghi?

Annalise: Tantissimo! Credo che la vera forza di LatitudineZero sia proprio il clima di amicizia e rispetto che si respira ogni giorno. Con Celia siamo diventate molto amiche, e quando faccio la cat-sitter ad Alice vado a casa sua: ormai è un piccolo rito. Anche con Valentina Volkov c’è una sintonia speciale: ci scambiamo idee, consigli, libri… e a volte anche qualche disegno segreto! Lavorare in un ambiente così stimolante e umano fa davvero la differenza. E a proposito di colleghe speciali, non posso non citare Veruska Sabucco: non ci siamo mai incontrate di persona, ma seguo sempre le sue interviste su FantascientifiCast e trovo che abbia una voce e una sensibilità uniche. Le sue domande riescono sempre a mettere a proprio agio gli ospiti e a tirare fuori il meglio dalle storie che racconta. Spero davvero di poterla conoscere presto dal vivo: sono sicura che ci sarà subito sintonia anche fuori dal microfono!

Valentina: Non posso non chiedertelo: hai assaggiato gli spaghetti allo scoglio di Omar? Confermi che sono il vero “superpotere” del nostro boss?

Annalise: Assolutamente sì! Gli spaghetti di Omar sono leggendari, e ogni volta che li prepara è una festa. Credo che sia il suo modo di dirci “grazie” e di creare squadra, anche fuori dall’ufficio. E poi, diciamolo, nessuno riesce a replicare quella ricetta… forse c’è davvero un ingrediente segreto! E Peter, che di solito è difficile da accontentare a tavola, li ha promossi a pieni voti.

Valentina: Ultima domanda, la più difficile: se dovessi scrivere una storia di fantascienza su LatitudineZero, quale sarebbe il colpo di scena finale?

Annalise: Bella domanda! Forse scopriremmo che in realtà siamo tutti personaggi di un podcast creato da una misteriosa intelligenza artificiale… oppure che Omar, con i suoi spaghetti, ha trovato la formula per viaggiare tra i mondi! (ride) Scherzi a parte, credo che il vero colpo di scena sia ogni giorno che passiamo qui: ogni progetto, ogni idea, ogni risata è un piccolo miracolo di creatività. E magari, nel finale, Peter diventa il nostro comandante in una missione verso l’ignoto con Alice come primo ufficiale!

Valentina: Annalise, grazie di cuore per questa chiacchierata e per tutto quello che fai ogni giorno per rendere LatitudineZero un posto speciale. Continua a scrivere storie che ci fanno viaggiare lontano!

Annalise: Grazie a te, Vale. È un privilegio lavorare con una squadra così, e con una “complice di penna” come te! Alla prossima storia… o alla prossima “Interferenza”.

Valentina: E voi, continuate a seguirci su FantascientifiCast e restate sintonizzati per nuove avventure. Alla prossima Conversazione oltre il confine!